UN PROGETTO COMUNE/FONDAZIONE MONTE DEI PASCHI
DI SIENA
Realizzati laboratori ortodidattici in Chiapas
Il
Monte dei Paschi di Siena ha finanziato, con € 10.000,00,
un progetto che il Comune di San Piero a Sieve ha realizzato,
assieme all’associazione “Il Circo Verde”
di Firenze, sul territorio del Municipio Autonomo Vicente Guerrero,
in Chiapas, comprendente le tre comunità di Victorico
Grajales, San Martin Chamitzal e Francisco Leon.
L’obiettivo che il progetto si proponeva era quello di
contribuire, con piccole produzioni di ortaggi e frutta, a variare
l’alimentazione delle comunità stesse, costituita
per lo più da mais e fagioli e, attraverso ciò,
rinnovare e rafforzare il rapporto con le popolazioni di questo
Municipio, con il quale il Comune di San Piero è gemellato
dal 2003.
La prima fase si è svolta nel Febbraio/Marzo 2007, quando
due operatrici dell’associazione si sono recate in Messico,
dove hanno dato inizio al progetto stesso, che prevedeva l’allestimento
di piccoli orti comunitari e plurifamiliari all’interno
delle comunità indigene.
Dopo un incontro con la Giunta di Buon Governo del Caracol di
Roberto Barrios, il gruppo si è trasferito a Vicente
Guerriero, dove sono state concordate col Consiglio del Municipio
le modalità di svolgimento del lavoro.
Con un furgone è stato possibile trasportare dalla città
di Palenque, che dista qualche ora di sterrato da Vicente Guerrero,
l’attrezzatura necessaria per allestire ad orto i terreni
(reti per la recinzione, attrezzi per la lavorazione manuale
della terra, tubi per l’irrigazione, irrigatori per il
bioinsetticida, sementi).
Le due operatrici hanno lavorato assieme alle donne, agli uomini
ed ai bambini (che hanno seguito con interesse i lavori dalla
coltivazione della terra alla semina) in tre diverse comunità,
allestendo in ognuna un orto. Sono stati piantati pomodori,
zucchine, cetrioli, carote, ravanelli, bietola, spinaci, patate,
yucca, aglio, prezzemolo, cocomeri e meloni ed alcune varietà
di erbe locali.
Il problema principale incontrato in questa fase è stato
quello di reperire sementi naturali non trattate e non transgeniche,
in maniera che alla prima coltivazione ne potessero seguire
altre e che non si andassero perdute le varietà autoctone.
Le grandi industrie straniere mirano infatti a raggiungere un
monopolio totale del mercato delle sementi e ciò causa,
tra l’altro, la scomparsa delle varietà che sono
sempre state piantate ed usate da queste popolazioni. Il
progetto prevedeva un secondo viaggio, per verificare la prosecuzione
degli orti comunitari, ed aiutare a risolvere gli eventuali
problemi che si possono essere creati, viaggio che si è
svolto dal 29/12/2007 al 10/1/2008, insieme ad una delegazione
del Comune di San Piero a Sieve, della quale ha fatto parte
il Sindaco, Alessia Ballini, con lo scopo anche di rinnovare
il rapporto di gemellaggio e solidarietà e portare fondi
raccolti negli ultimi anni, attraverso iniziative di cooperazione.
Per quanto riguarda gli orti, è risultato che le coltivazioni
proseguono nelle tre comunità, anche se il primo raccolto
non ha portato per tutti buoni frutti, a causa di un’
irrigazione inadeguata, di scarsa esperienza nella coltivazione
di alcune specie e della difficoltà a reperire le stesse
sul mercato locale. In ogni caso le comunità hanno deciso
di piantare specie abituali ma più varie (cevollin, macal,
chayote, yucca, chaya, coriandolo), molto utilizzate nella cucina
locale ed anche vendute, nella parte in esubero, per trarne
un ricavato per la comunità.
Un esempio per tutti: nella comunità di San Martin Chamitzal
l’orto è stato ampliato e serve come spazio-scuola
per i bambini. Accanto all’orto stesso, infatti, la comunità
sta costruendo, grazie ai fondi raccolti a San Piero a Sieve,
una piccola scuola. Uno sviluppo recente dell’educazione
autonoma prevede che, tra le materie insegnate ai bambini, sia
inclusa la coltivazione; questo permette agli stessi, che devono
imparare a coltivare la terra per aiutare le loro famiglie,
di frequentare anche la scuola anche in funzione del loro futuro
compito, incentivati maggiormente dalle rispettive famiglie.
In sintesi, la difficoltà più rilevante, emersa
dall’iniziativa, è risultata la scarsità
di sementi autoctone di specie, in quanto costose da acquistare
o in via di estinzione.
Il punto di forza quello di aver gettato un piccolo seme nell’impianto
di orti coltivati con razionalità e varietà, e
che tutte le comunità sono riuscite a continuare nella
coltivazione ed a trarre, anche a livello educativo, dei frutti.
I costi totali del progetto, in tutto € 11.000,000 compresa
la compartecipazione del Comune (€ 1.000,00), si sono distribuiti
fra i costi di viaggio, di trasporto interno del materiale,
di cquisto di sementi, attrezzi, ecc., e delle risorse umane
impiegate.