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INQUADRAMENTO AMBIENTE NATURALE STORIA E IDENTITA' DEI LUOGHI CENTRI ABITATI E ABITANTI TRASPORTI GOVERNO DEL TERRITORIO
ORIGINI DEI CENTRI ABITATI
SCARPERIA: TERRA MURATA
EDIFICI SPECIALI
IN CAMPAGNA
IL PAESAGGIO CHE CAMBIA
MEMORIE DEL 900: LA GUERRA
MEMORIE DEL 900: IL DOPOGUERRA

Le origini dei centri abitati

Le città e i paesi si sono originati essenzialmente per due funzioni principali: la difesa e il commercio. Il luogo dove sono sorte o si sono affermate le città è sempre stato un punto strategico posto lungo un percorso (un guado, una rada, un’altura, un incrocio di più itinerari).

Le strutture difensive e il mercato sono elementi fondativi della città, talvolta ancora riconoscibili, talaltra nascosti dalle costruzioni più recenti.

Il contado del Mugello non era un luogo di facile controllo per i signori fiorentini che erano molto interessati a proteggere l’itinerario verso il passo dell’Osteria Bruciata che garantiva un buon collegamento con l’Emilia. La strada che uscendo da Porta S. Gallo arrivava a Pratolino-Uccellatoio per scendere a Vaglia e proseguire per San Piero a Sieve accrebbe nel tempo la sua importanza, e favorì l’insediamento nella valle del Carza. Non è un caso che il centro più importante di allora, San Piero, sia collocato nel punto in cui l’itinerario da Firenze usciva dalla vallata, per superare la Sieve attraverso un ponte di fondamentale importanza.

Agli inizi del ‘300, la sicurezza doveva essere ancora un problema irrisolto, e la lotta per la supremazia tra le famiglie più importanti (i Medici e gli Ubaldini) particolarmente vivace. Fu così che la famiglia Medici si convinse della necessità di attrezzare un vero e proprio presidio, una “terra nuova”, a guardia del valico. Il 29 aprile del 1306 si stabilì di costruire due nuovi centri fortificati, uno al di là dell’appennino – Firenzuola – e uno al di qua – Scarperia – il cui nome deriva dal luogo prescelto: la ripida scarpata sul cui limite era posto il Castello di San Barnaba.

Scarperia

Guelfi contro ghibellini, Neri contro Bianchi, Medici contro Ubaldini: per molto tempo le lotte per conquistare il potere sulla città di Firenze furono molto aspre, in città come nel contado del Mugello. Per la famiglia Medici era di vitale importanza sottrarre il controllo del territorio ai rivali: nel potente castello di Montaccianico si erano rifugiati molti degli esuli della fazione dei Bianchi fiorentini ed i loro alleati ghibellini, protetti dagli Ubaldini.

Distruggere il castello era l’unica soluzione possibile, ma non fu certo facile. Si racconta che Montaccianico fosse veramente inespugnabile e che si dovette fare ricorso ad armi diverse da quelle militari: una sostanziosa ricompensa in fiorini d’oro alimentò il disaccordo tra i membri della famiglia Ubaldini e consentì la presa del castello.

Si decise pertanto la costruzione di un nuovo presidio in un luogo che ben si prestava ad essere difeso: la Scarperia, così chiamata perché situata al limitare di una scarpata.

Il castello esistente venne intitolato a San Barnaba, il santo a cui è dedicato il giorno della vittoria fiorentina a Campaldino. Pochi anni dopo la fondazione, nel 1351, la terra nuova di Scarperia dovette resistere a sua volta ad un tremendo assedio, durato ben 55 giorni. Il presidio venne fortificato e si decise la costruzione di un imponente edificio, il Palazzo dei Vicari, rappresentanti della Signoria di Firenze che dal 1415 amministrarono la giustizia, riscossero le tasse e comandarono l’esercito.

san piero a sieve

L’abitato di San Piero a Sieve, è sorto in un punto strategico del territorio, a presidio del ponte sulla Sieve della antica via bolognese. Nei tempi più antichi si trattava di un ponte in legno, poi in legno e pietra e infine in muratura, nel 1372, per opera di esperti maestri muratori fiorentini: Francesco Carletti, Giovanni Mercati e Niccolò di Ciardo.

Non lontano dal ponte era presente la chiesa plebana di S. Pietro, intorno a cui era sorto un primo gruppo di case. Cresciuto nelle sue dimensioni, il centro prese il nome di San Piero a Sieve e divenne un punto di sosta privilegiato per viaggiatori, commercianti e pellegrini. Nella piazza del paese, l’odierna piazza Colonna, cominciò a tenersi un mercato.

L’attuale fisionomia del paese è però stata determinata in epoca più recente, con la sistemazione della strada del giogo e poi con la costruzione della stazione. Via di Cafaggio ha perso la funzione di asse principale; i nuovi edifici e le attività commerciali si sono concentrate nel pianoro tra il centro antico e la Carza.

vaglia

Nel comune di Vaglia non esistono centri storici veri e propri, perché fino al ‘700 nel territorio erano presenti solamente piccoli nuclei ed edifici rurali.

L’attuale capoluogo si è sviluppato solamente fra l’‘800 e il ‘900 a partire da poche case lungo la via Bolognese. Nello stesso periodo. Bivigliano è divenuto una rinomata località di villeggiatura, ma prima di allora vi erano la villa e fattoria Ginori (poi Pozzolini) con alcune abitazioni di servizio, la chiesa di San Romolo e alcune coloniche.

Pratolino, infine, si è sviluppato dopo l’apertura della nuova via Bolognese, nella seconda metà del ‘700. Il suo nome, in precedenza, era riferito all’area della chiesa di San Jacopo (che si trova sul lato opposto del parco Demidoff); da qui passò in seguito ad indicare prima la villa medicea, quindi il nuovo paese che andava sorgendo ai margini del parco.