" La memoria è ciò che di più
nostro, nella povertà o nel benessere, si possa possedere.

E' intimità che non potrà mai del tutto essere detta o trascritta.

Mai definitivamente conclusa, nemmeno dalla nostra scomparsa, essa esprime la profonda inafferrabilità della vita interiore e la sfida a catturarne, almeno, qualche frammento......
La comunicazione tra le generazioni, il passaggio delle testimonianze, i rituali del ricordo, qualora non vengano nuovamente ripristinati, nel privato come nel mondo sociale, ci destineranno all’apparenza e alla finzione.
La memoria, invece, difesa ed educata in noi stessi, per gli altri, ci restituisce il senso di aver vissuto e di poter insegnare quel poco che dalla vita siamo riusciti a capire".

DemetrioDuccio, 1998, Pedagogia della Memoria. Per se stessi e con gli altri, Roma, Meltemi